Cambio di programma

Siamo al 20 gennaio e sapete quanti chilometri ho corso dall’ inizio dell’anno? ZERO.

La mia ultima corsa risale a venerdi 30 gennaio: 22 splendidi chilometri intorno a Villa Pamphili, a Roma. Dopo quel giorno, ho iniziato ad avere fastidio allo stinco sinistro: la gamba era rigida e il polpaccio molto in tensione. Ho riposato per tre giorni, pensando fosse dovuto al fatto che per due settimane di seguito avevo corso esclusivamente sullo sterrato, cosa a cui il mio corpo non e’ abituato. Tornata a New York ho provato nuovamente a correre, ma mi sono dovuta fermare dopo neanche un chilometro: il poplaccio era talmente rigido che zoppicavo. Da li ho capito che probabilmente si trattava di qualcosa di serio e ho preso appuntamento per una visita con una fisiatra per la settimana seguente.

villa-pamphili

Allenamento “in pista” a Villa Pamphili

La visita con la fisiatra e’ risultata inconcludente. Dopo aver confermato il mio sospetto che sarebbe potuta essere una frattura da stress alla tibia, mi ha prescritto una lastra e un anti-infiammatorio. Le ho detto che avrei preferito fare una risonanza magnetica visto che so che le fratture da stress, non essendo fratture complete, non possono essere rilevate da una lastra, ma lei si e’ rifiutata. Ed e’ cosi che ho deciso di rivolgermi ad un altro medico.

Lunedi scorso fortunatamente era vacanza qui negli Stati Uniti e ne ho approfittato per andare subito a sentire una seconda opinione. Questo secondo medico mi ha fatto subito una lastra, dalla quale non e’ risultato nulla (come immaginavo), e mi ha in seguito prescritto una risonanza magnetica, che sono riuscita a fare quel giorno stesso. I risultati sono arrivati ieri: frattura da stress alla tibia e almeno altre quattro settimane di ulteriore riposo (ma potrebbero essere di piu’).

xray

Da qui la mia tibia sembra in gran forma, ma non illudetevi!

Ad essere onesta, non so come ho fatto a non scoppiare a piangere davanti al dottore. Quattro settimane o piu’ di ulteriore riposo (almeno sette settimane in totale) significa niente Boston… o andare a Boston con zero aspettative.

Quest’infortunio e’ stato veramente un fulmine a ciel sereno per me. Dopo una maratona di New York piu’ che deludente e dopo aver sofferto il caldo per mesi, non vedevo l’ora di iniziare ad allenarmi per Boston quest’inverno. E invece, eccomi qui alla ricerca di una piscina dove poter allenarmi e salvare il salvabile.  Il dottore mi ha detto che posso nuotare fino alla nausea e fare spinning, ma rimanendo sempre sulla sella. Ieri sono andata a spinning, ma dopo la lezione la gamba mi ha dato fastidio, quindi preferisco non rischiare. Potro’ inoltre continuare a seguire le mie amatissime classi di Barre, fatta eccezione per gli esercizi che prevedono di stare in equilibrio sulla gamba malmessa (che sono molti). Non avro’ bisogno di utilizzare tutore o stampelle, ma dovro’ camminare il meno possibile. Insomma, sara’ un inverno bello lungo, ma ce la faro’.

La cosa preoccupante e’ che questa non e’ la mia prima frattura da stress, ma la mia terza. Nell’inverno del 2014 ho avuto una reazione da stress alla tibia: stessa gamba, diverso punto. Nell’ estate del 2015 e’ stata la volta del mio terzo metatarso. Facendo due calcoli, mi infortunio esattamente ogni anno e mezzo. Sbagliando s’impara e pensavo di aver imparato abbastanza negli scorsi anni. Dopo la maratona di New York, anche se l’evento era andato male, mi ero ripromessa che non avrei piu’ gareggiato nel 2016, cosi da poter permettere al mio corpo di riposarsi e di recuperare a dovere. La mia prossima gara, mi sono detta, sara’ la Fred Lebow Half Marathon a fine gennaio… ma fine gennaio era piu’ vicino di quanto pensassi, e probabilmente ho iniziato ad allenarmi per questa gara troppo presto, quando il mio corpo ancora si stava riprendendo dallo sforzo (e, soprattutto, dall’allenamento) della maratona. O forse allenarmi per due maratone l’anno e’troppo per me. Per sicurezza, il dottore mi ha prescritto un esame endocrinologo per controllare la densita’ minerale ossea.

boot

Dejavu – stessa gamba, stesso osso, tre anni fa.

Il mio piano di battaglia adesso consiste nel prendere supplementi di calcio e vitamina D, come suggerito dal medico, e di cambiare la mia dieta per aiutare la frattura a guarire il prima possibile. Tempo fa avevo comprato un libro di ricette scritto dalla campionessa olimpica Shalane Flanagan intitolato Run Fast. Eat Slow., il quale contiene ricette apposite per i maratoneti e ha una sezione dedicata alle fratture da stress. Passero’ quindi un bel po’ di tempo in cucina a preparare queste ricette perche’ si sa, tentar non nuoce! Ho inoltre buttato via gli anti-infiammatori prescritti dalla fisiatra, visto che rallentano la guarigione dell’osso (e si, questa dottoressa era veramnete un genio).

kale-coconut

Kale, coconut water, burro di mandorle e yogurt: calcio a go go!

Dal punto di vista sportivo, ho fatto delle ricerche e ho gia’ trovato due squadre di nuoto con le quali allenarmi tre o quattro volte in settimana. Domani faro’ una prova con una delle due. Mi dedichero’ inoltre al pool running una o due volte in settimana e continuero’ a seguire le classi di barre per tenere addome e glutei allenati. Questo per quanta riguarda le prossime quattro settimane. Dopodiche’, sentiro’ cosa avra’ da dire l’ortopedico. Anche se potro’ ricominciare a correre, so che sara’per poco alla volta e che quindi dovro’ continuare ad andare a nuoto e fare dell’altro, almeno all’inizio. Nel frattempo, come si sul dire: barcollo ma non mollo!

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