Il mio 2016 di corsa

Prima della maratona di New York mi ero ripromessa che, comunque sarebbe andata la giornata, quella sarebbe stata la mia ultima gara del 2016. Molte volte in passato ho ceduto alla tentazione di correre qualche gara a poca distanza da una maratona per via di una performance deludente o, il piu’ delle volte, per il fatto che la maratona fosse andata talmente bene che sarebbe stato uno “spreco” fermarmi li. Ma, come si suol dire: chi troppo vuole, nulla stringe. L’essermi fratturata un piede durante l’allenamento della maratona di Chicago mi ha insegnato che la calma e’ la virtu’ dei forti (ma quanto sono saggia oggi??) e che bisogna rispettare il proprio corpo. La maratona ti distrugge e ci vuole piu’ a lungo di quello che pensiamo per riprendersi da un tale sforzo. A piu’ di un mese di distanza dalla maratona di New York, e’ giunta l’ora di riflettere su questo 2016 che sta ormai volgendo al termine.

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Sardegna+tutore nel 2015: non la vacanza che avevo in mente

Il mio 2016 e’ iniziato alla grande! A fine gennaio ho cominciato l’allenamento per la mia prima maratona di Boston. Il pensiero di correre Boston mi ha dato molta motivazione e, grazie anche ad un inverno mite, il mio allenamento e’ stato eccellente. Sono stata diligente e ho frequentato una classe di indoor rowing e una di hot yoga ogni settimana per dieci settimane, come mi ero ripromessa. Per la prima volta ho corso sei volte in settimana e non mi sono mai sentita meglio.

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Inverno 2016 a New York=inverno pazzo! Lungo con -15 gradi un a destra, lungo con 15 gradi a sinistra… ad una settimana di distanza!

La mia prima gara del 2016 e’ stata la United Airlines NYC Half Marathon. Il mio obbiettivo era di finire in 1:35. Ho chiuso in 1:36:17 e ne sono stata felicissima! 17 secondi di troppo, ma comunque un miglioramento di quasi sei minuti nella mezza maratona, che non e’ esattamente il mio forte.

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HAPPINESS!

Tre settimane prima di Boston ho corso la NYRR Scotland 10K. Questa gara non e’ andata come speravo: il mio ritmo e’ stato identico a quello della mia mezza maratona qualche settimana prima! La delusione pero’ e’ durata poco: con Boston alle porte e le gambe stanche da mesi e mesi di duro allenamento, sarebbe stato sciocco disperarsi per questa gara.

Il 18 aprile 2016 ho corso la mia prima maratona di Boston! Tutto quello che poteva andare storto e’ andato storto: influenza due giorni prima della gara, 21 gradi e sole cocente alla partenza (sapete vero quanto odio correre col caldo??). Eppure, non ho mai smesso di credere in me stessa e nel mio allenamento e sono riuscita a chiudere in 3:23:07, migliorando il mio personale di oltre sei minuti. Il mio obbiettivo iniziale era quello di scendere sotto le 3 ore e 20 ma, vista la giornata, considero 3:23 (e il fatto di essermi classificata prima fra le donne italiane!) un gran successo!

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La seconda meta’ del 2016 e’ stata esattamente l’opposto della prima, purtroppo.

Maggio e giugno sono trascorsi tranquillamente: corsette per mantenersi in forma e zero cross-training.

A fine luglio ho corso la mia prima gara post-Boston ed e’ stata la prima volta in vita mia che sono svenuta per via del caldo. Il mio tempo ha fatto pieta’ (il mio ritmo e’ stato quasi identico a quello della maratona di Boston… e questa gara era solo di 8km) e quel giorno mi sono ripromessa che non avrei mai piu’ corso una gara d’estate.

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[very] bad day at the office

Da li, le cose sono solo che peggiorate. A meta’ agosto ho iniziato l’allenamento ufficiale per la maratona di New York (lo stesso che ho seguito per Boston). Il caldo no ci ha dato tregua quest’estate e i miei allenamenti sono stati pietosi.

Quattro settimane prima di New York ho chiuso la Staten Island Half Marathon in 1:40:30, quattro minuti al di sopra del tempo fatto alla NYC Half Marathon. E’ vero, pioveva a dirotto e c’era un vento terribile, ma devo ammettere che ero gia’ partita scoraggiata mentalmente e non mi sentivo comunque al top fisicamente.

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Espressione di una che non si sente al top… per niente!

Dulcis in fundo, le ultime settimane di allenamento sono andate persino peggio del previsto. Durante il mio penultimo lungo, che prevedeva 27 chilometri con 10 chilometri al ritmo della maratona, ho dovuto abbandonare l’idea di completare i 10 chilometri al ritmo della maratona perche’ il mio battito cardiaco era, per ragione a me sconosciute, super-elevato e ho potuto a malapena terminare i 27 chilometri previsti. Durante il mio ultimo lungo una settimana prima della maratona invece mi sono ritrovata a camminare un paio di salite perche’, nonostante le temperature fossero perfette e stessi andando piuttosto lenta, il mio battito cardiaco era nuovamente alle stelle.

Dicono che la speranza sia l’ultima a morire ma non sono un’ illusa e sapevo che, nonostante tutta la mia buona volonta’, i mesi di allenamento non sono andati come speravo e chiudere l’anno con un PB nella maratona sarebbe stato pressocche’ impossibile. E avevo ragione: New York, chiusa in 3:31:49, e’ stata un disastro.

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E con New York si chiude un altro anno di gare e allenamenti! Anche se la seconda meta’ del 2016 non e’ andata come speravo, devo dire che posso ritenermi soddisfatta. La performance di Boston mi ha lasciata esterefatta e, cosa piu’ importante, ho chiuso l’anno senza nulla di rotto! Dopo una frattura da stress alla tibia nel 2014 e un’altra al piede nel 2015, non e’ cosa da poco.

La lezione piu’ importante che ho imparato quest’anno e’ che, per come sono fatta, non posso allenarmi d’estate come mi alleno d’inverno. Questo e’ un concetto che ho gia’ discusso durante le mie riflessioni sulla maratona di New York lo scorso mese. Il mio corpo si affatica molto di piu’ col caldo e quindi sia il volume che le aspettative devono essere, volente o nolente, piu’ bassi di quando mi alleno d’inverno. Sono arrivata alla maratona di New York esausta e non voglio che la cosa si ripeta perche’ iniziare una maratona stanchi e’ uno stillicidio che non auguro a nessuno.

Programmi per la prima meta’ del 2017:

  • Scendere sotto 1:35 nella mezza maratona. Ho una mezza maratona a fine gennaio su un percorso piuttosto difficile (tutta dentro Central Park) e quello sara’ il mio primo tentativo.
  • Correre una 5K sotto i 21:00 minuti (marzo)
  • Correre una 10K sotto i 43:00 minuti (aprile)
  • Finire Boston sotto le 3 ore e 20 (aprile). Il mio sogno sarebbe avvicinarmi alle 3 ore e 15, ma penso che sia importante concentrarsi su una cosa alla volta: e’ da un anno praticamente che mi alleno per scendere sotto le 3 ore e 20 e per ora sono ferma a 3 ore e 23.Vedremo come andranno gli allenamenti.

Per la seconda meta’ del 2017, si vedra’ dopo Boston! 99% correro’ nuovamente la maratona di New York.

Nel prossimo post parlero’ della mia tabella di allenamento per Boston, che sara’ alquanto diversa da quella dello scorso anno. Stay tuned!

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