NYRR Team Champs 5M

Team Champs

Lo scorso sabato ho partecipato alla prima delle tre gare che ho sul calendario per questa stagione: Team Championships, una gara di 8km che si svolge interamente dentro Central Park e aperta esclusivamente alle squadre di corsa di New York. Chi mi conosce sa che soffro tantissimo il caldo quando corro e che evito le gare che si svolgono in tarda primavera o in estate come la peste. Questa pero’ non me la potevo perdere: volevo rappresentare la mia squadra e rendere i miei compagni orgogliosi!

Naturalmente, la sfiga ha voluto che la scorsa settimana fosse la settimana piu’ calda del 2016. Inoltre, per motivi tecnici, hanno duvuto cambiare il percorso all’ ultimo minuto ed includere la salita piu’ difficile di Central Park al terzo km. Testarda come sono pero’, mi sono continuata a ripetere che la cosa non sarebbe stata un problema, che potevo fregarmene del caldo e delle salite per poco piu’ di 35 minuti e dare il meglio di me.

Mentalmente, ero super-carica! Per essere pronta fisicamente, ho spostato il lungo a martedi (24km con 32 gradi…), corso 8km lenti mercoledi e giovedi (aggiungendo 10 scatti da 100m giovedi per tenere le gambe allenate senza affaticarle) e riposato venerdi.

Sabato, col fatto che la gara era stata spostata alle 7:30 per via del caldo, mi sono svegliata alle 5:30 e, dopo aver mangiato una Powerbar e sorseggiato 750ml di Gatorade Endurance Formula, mi sono avviata verso Central Park, dove mi sono riscaldata per 4km prima di recarmi alla partenza.

Il tempo era un po’ nuvoloso e, nonostante il sole non battesse forte e non facesse estremamente caldo (23 gradi), l’ umidita’ era molto alta (80%). Nella mia testa pero’ continuavo a ripetermi che dovevo correre solo 8km, non una maratona, e che versandomi dell’ acqua addosso sarei sopravvissuta. Il giorno prima, avevo rivisto i miei goals in base alla temperatura e mi ero prefissata di finire entro uno dei seguenti tempi:

Goal A: 35:35 (7:07min/mile 4:25min/km);  Goal B: 36:15 (7:15min/mile 4:30min/km ) Goal C: <37:20 (7:28min/mile 4:38min/km).

Mentre sapevo che 35:35 sarebbe stato molto improbabile, ero stra-convinta che almeno finire sotto i 4:30km/min sarebbe stato piu’ che fattibile, visto che a marzo la mia media per la mezza maratona era stata di 4:34 min/km (la temperatura era ideale allora, ma la distanza era pur sempre di 13km in piu’).

Mile 1: 7:13 min/mile – 4:29 min/km

Il primo miglio consiste in un’ enorme discesa e un’ enorme salita. La media e’ quella che mi aspetto, ma gia’ inizio a sentire gli effetti dell’ umidita’ e capisco che i primi due goals sono fuori questione.

Mile 2: 7:31 min/mile – 4:40min/km

Il secondo miglio consiste in tre salite e tre discese. Non ripidissime o lunghissime, ma comunque si sentono. Mi sento affaticata ma cerco di rimanere concentrata, soprattutto sulle salite.

Mile 3: 7:37 min/mile – 4:43 min/km

Dopo una lunga, bellissima discesa, mi aspetta una delle due uniche parti in piano della gara. Una volta finito l’ “effetto-discesa”, capisco di essere nei guai. Le gambe si bloccano e il malessere dovuto al caldo non mi da tregua. Mi manca il respiro e penso seriamente di fermarmi. Questo pensiero mi deprime perche’ per tutta la settimana mi ero ripetuta che i brutti pensieri sarebbero arrivati, ma che li avrei scacciati via e avrei continuato a tenere duro fino alla fine. Invece, nonostante mi sentissi forte di testa, il mio corpo non ne voleva proprio sapere.

Mile 4: 8:06 min/mile – 5:01 min/km

La parte peggiore di tutta la gara. La famosa “Cat Hill”, una salita lunga 400m, mi aspetta. Io gia’ non riesco a respirare bene e le mie gambe si sentono pesantissime… La salita non fa che peggiorare le cose e decido di mollare, almeno per quel miglio. So che se non mollo un po’ non ce la faro’ mai a finire.

Mile 5: 7:15 min/mile – 4:30 min/km

Ok Martina, hai quasi finito. Stai andando molto piu’ lenta del previsto, ma puoi comunque chiudere con dignita’. L’ ultimo miglio e’ tutto in piano piu’ una piccola discesa: spingi piu’ che puoi! E cosi faccio. Inizio piano piano a superare una ragazza alla volta (per questa gara le donne gareggiano prima e gli uomini dopo) e mi accorgo che nessuno sta superando me. Nonostante so che il mio tempo sara’ pessimo sono contenta perche’ sono solita mollare verso la fine, mentre questa volta mi ero ripromessa che non mi sarei fatta superare da nessuno e cosi e’ stato… fino agli ultimi 200m. Vi spiego: una volta che inizio a vedere il traguardo, quando mancano all’ incirca 200m, inizio a scattare. Spingo a piu’ non posso e supero una mia compagna di squadra che era avanti a me dall’ inizio della gara… mi accorgo pero’ che quella era la partenza, non l’ arrivo, che si trova 200m piu’ avanti. 200m non sembrano tanti, ma ormai non ho piu’ energie. Cerco di tenere testa alla mia compagna, ma dopo 50m la devo lasciare andare perche’ non ce la faccio proprio. Che rabbia! E che rimbambita che sono!

Tempo ufficiale: 38:22 (7:41 min/mile – 4:46 km/min)

Raggiunto il traguardo, mi accorgo di non sentirmi particolarmente bene e decido di visitare la tenda medica. Li mi danno del ghiaccio e del Gatorade e, conoscendomi, so che e’ quanto basta per riprendermi di solito. Mi avvio verso le mie compagne e le cose iniziano improvvisamente a precipitare: inizio a piangere e dire che non mi sento bene e che non riesco a respirare… per il resto, ricordo ben poco. Mi accascio a terra. Sento le mie compagne parlare ma non ho le forze di aprire gli occhi. Una mia compagna mi dice di clalmarmi e respirare, un’ altra inizia a soffiarmi in faccia, un’ altra mi misura il battito cardiaco. Arrivano i soccorsi. Vengo caricata sulla sedia a rotelle e portata alla tenda medica. Riesco a tenere gli occhi aperti ma ci metto un po’ ad iniziare a rispondere alle domande (una mia compagna mi ha detto che all’ inizio rispondevo in italiano, ma io non ricordo nulla). Mi buttano del ghiaccio in testa e mi fanno bere del Gatorade. Piano piano mi riprendo e scoppio a piangere perche’ non riesco a capire cosa sia successo e mi sento spaventata. In piu’, sono imbarazzata per la scena avvenuta di fronte a mezzo Central Park. Dopo una ventina di minuti mi sento in grado di lasciare la tenda medica con l’ aiuto di un paio di mie compagne. Andiamo a fare il tifo per i nostri compagni, ma io mi sento ancora un po’ confusa e piuttosto debole. Fortunatamente, dopo aver finito la terza bottiglia di Gatorade e essermi versata l’ ennesima busta di ghiaccio addosso (ero bollente e il battito cardiaco non accennava ad abbassarsi), al malessere si e’ sostiuito una grande stanchezza che mi ha comunque permesso di partecipare alle foto di gruppo e di andare a mangiare qualcosa col resto della squadra in un posto appena fuori da Central Park.

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Sabato e’ stata davvero una giornata da dimenticare. Il mio tempo ufficiale e’ stato 38:22, che corrisponde ad una media leggermente inferiore della media alla quale ho corso l’ intera maratona di Boston tre mesi fa. Mi sconvolge pensare che il ritmo che ho tenuto per 8km sabato e’ solo di qualche secondo piu’ veloce del ritmo che ho tenuto per 42km in aprile. E’ vero, faceva caldo e onestamente nessuno dei miei compagni e’ rimasto soddisfatto del proprio risultato (quasi tutti non sono riusciti a correre piu’ velocemente del ritmo al quale solitamente corrono una mezza maratona) , ma c’e’ una differenza di 34km fra 8km e 42km 😦 Inoltre, l’ episodio accaduto subito dopo la gara mi ha lasciata alquanto spaventata. Per me, correre non e’ puro divertimento. Amo correre, ma amo correre perche’ per me e’ una sfida contro me stessa e mi piace prefissarmi degli obbiettivi e ragiungerli. Raggiungere tali obbiettivi richiede fatica e sacrifici, il che rende la parola divertimento poco adatta quando associato alla corsa (nel mio caso). So che molte persone non saranno d’ accordo con me e che in molti mi staranno dando della fissata. Pero’ sono del pare che la corsa assuma un significato diverso a seconda della persona e che non ci sia un significato giusto e un altro sbagliato. Detto cio’, la corsa rimane pur sempre un hobby per me. Ho un lavoro a tempo pieno che non ha nulla a che fare con la corsa e altre priorita’ nella vita. Non vengo pagata per correre. Rischiare di finire in ospedale dopo una gara non va bene e non voglio che una cosa del genere accada nuovamente. Pertanto, ho capito che le gare d’estate non fanno per me e che ci devo mettere una grossa croce sopra.

Ho anche deciso di modificare il mio allenamento per la maratona di New York. “Ufficialmente” l’ allenamento sarebbe iniziato il 4 luglio. Ritengo pero’ che non mi servano davvero 18 settimane per allenarmi per una maratona (per Boston l’ allenamento ufficiale e’ stato di 12 settimane e l’ ho ritenuto piu’ che sufficiente). Inoltre, con queste temperature, la cosa non e’ fattibile. So che il caldo e’ terribile per tutti, ma a me proprio non lascia scampo. Come dimostrato sabato, correre piu’ di 8km al ritmo al quale ho corso Boston e’ attualmente impossibile e ogni allenamento negli ultimi due mesi mi ha lasciata distrutta perche’ il caldo mi butta veramente giu’. La soluzione: correre un po’ di meno e fare quel che si puo’ per quanto riguarda gli allenamenti fin tanto che non arrivi il fresco. Ho notato ad esempio che eseguire ripetute fino a 2K e’ fattibile perche’ il recupero fra una ripetuta e l’ altra permette al battito cardiaco di abbassarsi e il corpo evita di surriscaldarsi troppo, mentre gli allenamenti specifici al ritmo della maratona sono stati rimandati a settembre perche’ non fattibili al momento.

Mi sono data come limite domenica 28 agosto, guarda caso giorno del mio 30esimo compleanno 😉 Fino al 28 agosto, faro’ quel che si puo’ senza esagerare e senza stressarmi e mi godro’ il resto dell’ estate, inclusa la settimana di Ferragosto in Sardegna. Dal 29 agosto in poi, per 10 settimane, mi mettero’ sotto: ricomincero’ ad allenarmi sei giorni su sette e svolgere ogni singolo allenamento sulla tabella. Ricomincero’ ad andare a yoga il piu’ spesso possibile e cerchero’ di utilizzare la mia bici da corsa ogni domenica. So che a settembre fara’ ancora troppo caldo per i miei gusti, ma 10 settimane e’ il limite massimo che posso darmi. Avere un piano di battaglia mi rende felice e motivata. E’ dura in questi giorni allenarmi con la squadra e vedere persone che solitamente corrono piu’ lentamente di me superarmi a destra e a manca. Pero’ so che, con un po’ di pazienza e molta buona volonta’, ce la potro’ fare. La maratona di New York e’ stata la mia prima maratona in assoluto e quest’ anno sara’ la terza volta che la correro’. E’ la mia maratona preferita e New York in autunno e’ al massimo del suo splendore. Marathon Sunday,come lo chiamano qui, e’ il mio giorno preferito dell’ anno… e’ come Natale per me! Voglio che quel 6 novembre sia un giorno indimenticabile e so che l’ unica che lo potra’ rendere tale sono io.

 

 

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4 thoughts on “NYRR Team Champs 5M

  1. Io prendo la corsa molto meno seriamente di te, eppure ti capisco alla perfezione, perdere una sfida con se stessi è dura, specialmente perché dopo aver sacrificato tanto a una passione, averle dedicato sforzi e pensieri, aver rinunciato ad altre cose! Mi dispiace tanto per il tuo malessere, l’unica consolazione è che in qualche modo ti sia servito a “ricalibrati” in vista della Maratona!

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  2. Please don’t be so hard on yourself. Training in the heat is no joke. I couldn’t imagine running let alone racing in that kind of humidity.

    I’m glad to hear that you are okay.

    And please know that you are not alone. I ran 800 meter repeats the other day and I was finishing them 20 seconds slower than I normarlly would. I have a 10-minute time trial coming up to assess where I will be for marathon training, and I’m doubting my former speed.

    I’m looking forward to fall for sure.

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