Boston Marathon 2016

Ebbene si! Lunedi 18 aprile, ho finalmente corso la maratona di tutte le maratone: la maratona di Boston! Boston e’ stata la mia quarta maratona. Dopo mesi di allenamento, hot yoga, rowing, stretching… Ho realizzato il mio sogno e migliorato il mio tempo nella maratona di oltre sei minuti!

Medal

3:23:07!

Abbiamo preso il pullman per Boston sabato mattina alle 10:00 e siamo arrivati a Boston verso le 14:45. Io non mi sentivo bene dal giorno prima: leggero mal di gola e un po’ di spossatezza. L’ aria condizionata sul pullman non ha aiutato la cosa (perche’ sti americani sono cosi fissati con l’ aria condizionata a palla??).

Bus ride

In partenza!

Dalla stazione dei pullman siamo andati direttamente all’ expo a  ritirare il pettorale, passando dal traguardo. Nella mia testa, mi sono sempre immaginata che mi sarebbero scese le lacrime agli occhi una volta visto il traguardo! Invece, abbiamo fatto una foto al volo e proseguito verso l’ expo.

Finish line Saturday.JPG

Il famoso e tanto sognato traguardo!

Preso il pettorale e comprato qualche souvenir (una tazza per il caffe’, un bicchiere e una t-shirt!), ci siamo diretti verso casa.

Day after.jpg

100% Boston Style (insolazione inclusa)

 

A fine settembre, non appena mi sono iscritta alla maratona, mi sono iniziata ad informare per una sistemazione. Mancavano sette mesi, eppure tutti gli alberghi erano o pieni o super costosi! Parliamo di oltre $200 a notte. Ho quindi deciso di provare AirB&B per la prima volta. Ho trovato un posto a Coolidge Corner, una zona del quartire Brookline che si trova ad una mezz’ oretta dal centro di Boston e al miglio 24 (38esimo km) della maratona.

TJs

Al 23esimo miglio si arriva a Brookline e Coolidge Corner e’ al 24esimo miglio

La zona era carinisimma! Molto tranquilla e piena di negozi. Col senno di poi, sono stata contenta di stare lontano dal centro di Boston e dal traguardo. Sarebbe stato piu’ comodo ma, allo stesso tempo, so che sarebbe stato troppo per me. Durante quel fine settimana, podisti e non, non fanno che parlare della maratona… la citta’ si trasforma e diventa tutta blu e gialla (i colori ufficiali della maratona di Boston). Per quanto fossi emozionata per l’ evento e per quanto volessi godermi ogni secondo di quei giorni, la maratona e’ pur sempre una gara e, prima di una gara, ho bisogno di assoluta tranquillita’.

Unicorn 2

L’ unicorno e’ il simbolo della maratona di Boston

Dopo un piatto di pasta alla Bottega Fiorentina, un posto che aveva delle recenzioni molto positive ma che invece si e’ rivelato una delusione, siamo andati a casa. Alle 21:00 ero gia’ a letto ma purtroppo quella notte ho dormito malissimo per colpa del mal di gola e della tosse.

Domenica mattina, dopo aver cercato inutilmente di dormire un po’ di piu’, sono uscita per una corsetta di 6km. Mi sentivo leggermente meglio, ma sempre un po’ sottotono.

 

Dopo un panino al parco Boston Commons (salted bagel con prosciutto crudo e succo di ciliegia), ci aspettava il Duck Tour. Il duck tour si svolge su un veicolo anfibio stile seconda guerra mondiale con il quale e’ possibile viaggiare sia su strada che in acqua. Il tour dura poco piu’ di un’ ora, partendo dal centro di Boston e proseguendo sul fiume Charles. E’ stata un’ esperienza molto divertente e una maniera carina di vedere Boston senza affaticare le gambe!

Duck Tour

 

Dopo un salto ad Harward e cena a base di sushi, siamo tornati a casa verso le 21:30, un po’ piu’ tardi di quello che mi ero programmata. Fra una cosa e l’ altra, sono andata a letto alle 23, non proprio l’ ideale prima di una maratona. Fortunatamente ho dormito ininterrottamente fino alle 5:48 (miracolo!), 10 minuti prima della sveglia. Appena sveglia, ho iniziato a sorseggiare una bottiglia da 750ml di acqua e ho mangiato due bustine di sale. Come gia’ saprete se seguite il mio blog da un po’, soffro tantissimo il caldo. Lo scorso anno alla maratona del New Jersey c’erano 12 gradi col sole e mi sono sentita malissimo verso la fine: nausea, giramenti di testa… La temperatura prevista per Boston era di 15 gradi e non volevo che la storia si ripetesse cosi, nei giorni antecedenti, ho fatto il pieno di sodio e potassio: salsa di soia, pacchetti di sale, banane, Gatorade Endurance Formula (ha il doppio del potassio e del sodio del Gatorade normale)… Alle 6:30 sono uscita di casa e, strada facendo, ho mangiato una bagel ricoperta di sale con miele. Ho preso il tram e sono arrivata allo Starbucks poco dopo le 7:00. Li ho preso un triplo espresso (dopo aver passato una settimana senza assumere caffeina) e ho mangiato una banana in attesa di incontrare la mia amica Eileen. Alle 8:15, Eileen ed io siamo salite sullo scuola-bus che ci avrebbe portato ad Hopkinton. Boston e’ un point-to-point course, cioe’ ninizia e finisce in punti diversi. La maratona inizia a Hopkinton e passa per altri paesini fino a raggiungere la vera e propria citta’ di Boston solo dopo il 35esimo km.

Athlete Village

Verso le 9:00, arriviamo a Hopkinton. Sull’ autobus, finisco la mia bottiglia da 750ml con dentro acqua mischiata con Gatorade Endurance Formula e mangio una PowerBar al cioccolato (la scelta non e’ casuale-quella al cioccolato ha una quantita’ piu’ elevata di sodio). Il sole gia’ picchia forte e non c’e’ una nuvola in cielo: io sono in pantaloncini e reggiseno eppure ho gia’ molto caldo. Mi sembra strano che faccia cosi caldo per essere 15 gradi! Solo dopo la maratona scopriro’ che in realta’ i gradi erano oltre 21 e che in molti, moltissimi, non hanno retto.

Eileen.jpg

Con la mia compagna di squadra e di avventure Eileen!

Dopo aver fatto una fila lunghissima per il bagno, e’ tempo di incamminarsi verso la partenza, che si trova a piu’ di un kilometro di distanza. Vado in bagno un’ ultima volta (non si sa mai) e, pochi minuti prima della partenza, mangio un gel, mi butto addosso una bottiglietta di acqua gelata e metto un pacco di ghiaccio di quelli instantanei nel reggiseno, per abbassare la temperatura corporea. Alle 10:50 in punto, e’ il tempo per la terza onda di partire!

Per i primi 14km, vado alla grande. Boston inizia con una ripida discesa, durante la quale mi ero ripromessa piu’ volte di andare piano. E cosi ho fatto. I primi due kilometri sono stati corsi ad una media di 4:48. I restanti 12, ad una media molto costante di 4:41. Ogni 3km, bevo qualche sorso di Gatorade dalla bottiglia che mi ero portata con me e mi verso tre bicchieri di acqua addosso: uno in testa, uno in faccia, uno sul torso. I ristori sono situati ad ogni miglio (1.60km) e credetemi se vi dico che, dal terzo km fino al 37esimo km, non ne ho saltato uno. Tranne che con i gel, ho sempre bevuto Gatorade e mi sono sempre versata i tre bicchieri d’acqua addosso. E’ vero che ho perso tempo cosi, ma e’ solo cosi che sono riuscita a sopravvivere al caldo. Ho visto gente intorno a me svenire, vomitare, venir portata via in barella per via dei crampi… Fortunatamente, grazie a questa strategia (e alle precauzioni prese in precedenza), io alla fine il caldo neppure l’ ho sentito. All’ 11esimo km, ho preso il mio primo gel.

Dopo il 14esimo km, sapevo che finire sotto le 3 ore e 20 sarebbe stato impossibile. Ancora mi sentivo bene ma, allo stesso tempo, sentivo che il ritmo era un po’ forzato. Dal 14esimo al 17esimo km, il mio ritmo e’ sceso a 4:50. Invece di entrare nel panico, mi sono detta di stare calma e di ascoltare cosa stava cercando di dirmi il mio corpo. Butto via la bottiglia con dentro il Gatorade perche’ inizia a darmi veramente troppo fastidio. Continuo pero’ a bere Gatorade ad ogni ristoro.

Dal 18esimo al 25esimo km, inizio a sentirmi improvvisamente meglio. Finisco la prima meta’ della gara in 1:39:50 (4:43), ancora in tempo per finire sotto le 3 ore e 20. Prendo il mio secondo gel al 22esimo km.

Al 27esimo km, inizia la parte piu’ difficile: le tanto temute Newton Hills. Boston e’ crudele: i primi kilometri sono in discesa e fino al 17esimo km e’ tutto un traqnquillo sali-scendi. Dal 27esimo al 33esimo km, solo salite e discese. Le salite non sono ripidissime, ma sono piuttosto lunghe e, dopo 27 km, l’ ultima cosa che uno ha voglia di fare e’ correre ste tre salite. Mi dico di stare tranquilla, di prendermela con calma. Ecco, forse l’ ho presa con troppa calma. Vedete, fisicamente mi sentivo ancora piuttosto bene, ma l’ idea delle salite e del dolore che si prova quando vengono corse al ritmo della maratona mi hanno bloccato. Durante questo segmento, il mio ritmo e’ sceso a 4:58.

Mile 18

30esimo km o giu’ di li

Dopo Heartbreak Hill, la salita piu’ difficile di tutte (e’ lunga 1km), finalmente posso tirare un sospiro di sollievo: il peggio e’ passato e so che il resto del tragitto e’ quasi totalmente in discesa! Riesco ad aumentare il ritmo ma purtroppo, non riesco a scendere nuovamente a 4:43. Mi sforzo di stare almeno sotto i 4:58. La media dal 33esimo al 40esimo km e’ di 4:55. Al 37esimo km mangio il mio ultimo gel. Non ne sento il bisogno, ma so che potrei pentirmene poi.

One mile to go

Meno di 2km dal traguardo, incitando la folla a gridare piu’ forte!

 

Gli ultimi 2km sono un vero e proprio spasso! Il ritmo scende solo di pochi secondi (4:52), ma io mi sento come se stessi volando! E poi, eccole li, le ultime due, famosissime curve: right on Hereford, left on Boylston (a destra sulla Hereford, a sinistra sulla Boylston)!

Mile 26

Right on Hereford…

Non riesco a smetterla di sorridere e supero il traguardo in 3 ore, 23 minuti e 7 secondi.

Finish line

…left on Boylston!!!

Mi sono immaginata questo momento migliaia di volte: io che riprendo fiato, che scoppio in lacrime! Invece, mi sono sentita come al termine di un allenamento piu’ lungo del solito. Il fiato era a posto e anche le gambe si sentivano ancora piuttosto bene. Nonostante fossi felicissima del mio tempo, ho capito subito che non avevo dato il meglio di me. E’ vero: non conoscevo il percorso e ho perso molto tempo ai ristori (necessaria come cosa). Pero’, in cuor mio, so di non aver spinto abbastanza durante le salite e di essermi lasciata andare durante gli ultimi 9km. Per questo il prossimo anno ho deciso di tornare nuovamente a Boston: questo giro, ho avuto una performance soddisfacente. La prossima volta, conoscendo il percorso, spero di avere una performance eccellente. N.d.r.: aver migliorato il mio tempo di oltre 6 minuti a quanto pare e’ stato considerato un mezzo miracolo. Di tutte le persone che conosco, inclusi dei compagni squadra molto piu’ veloci di me, forse il 5% e’ riuscito a migliorare il proprio tempo. Il resto, per via del caldo improvviso, e’ andato molto piu’ lento del previsto. Persino i vincitori hanno finito minuti al di sopra del record. Inoltre, ho scoperto che il mio tempo mi ha permesso di arrivare PRIMA fra tutte le donne italiane 🙂

Finish 2

FINITO!

Subito dopo la gara siamo andati a casa per prendere la valigia e fare una doccia al volo. Mi sarebbe piaciuto festeggiare a dovere ma putroppo alle 17:45 ci aspettava il pullman del ritorno e quindi ci siamo dovuti dirigere direttamente in stazione. Per la prima volta dopo una maratona avevo una fame bestiale (di solito sono inappetente per parecchie ore dopo aver finito) e mi sono fatta fuori mezzo McDonald’s: una porzione grande di patatine, due cheeseburgers, 10 polletti. 42km sono 42km d’ altronde! Solo sul pullman ho iniziato ad accorgermi dei danni: oltre il classico dolore alle gambe, mi sono accorta di essermi presa un’ insolazione pazzesca! Mi sentivo come dopo una giornata passata in spiaggia sotto il sole di agosto: viso in fiamme, mal di testa pazzesco, spalle brucciacchianti! Boston, sapevo che eri tosta, ma non cosi tanto!

Michelle

Sul bus direzione NY con la mia amica Michelle<3

Grazie a tutti per l’ immenso sostegno e affetto! Quella di Boston e’ una maratona che sognavo di fare da anni. Il viaggio e’ stato lungo: allenarmi e qualificarmi alla maratona del New Jersey la scorsa primavera; stare ferma mesi per via della frattura da stress al metatarso; ricominciare ad allenarmi piano piano lo scorso autunno con la paura di rompermi nuovamente il piede; allenarmi come non mi sono mai allenata prima per conquistare Boston… Eppure, non cambierei NULLA di questo fantastico viaggio!

Pillow

Next stop: la maratona di New York il 6 novembre!

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3 thoughts on “Boston Marathon 2016

  1. Pingback: TCS New York City Marathon 2016 | New York di corsa

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