NYRR Scotland 10K

Il mio allenamento per Boston prevede che corra due gare prima della maratona: una mezza maratona e una 10km. Dopo la mezza maratona di un paio di settimane fa, sabato scorso e’ stato il turno della 10km. Inizio col dire che la 10km e la distanza che mi piace di meno di tutti. 10 kilometri (o 6.2 miglia) sembrano pochi, ma per me sono tante. O meglio, sono tante quando si tratta di correrle ad un ritmo veloce. Come sapete, la velocita’ di per se’ non e’ il mio forte, ed e’ per questo che la maratona e’ la mia distanza preferita, visto che li per molti aspetti la resistenza conta piu’ della velocita’.

La gara di sabato e’ andata male, anzi, malissimo! Il mio goal era di terminare sotto i 43:30 (7:00min/mile-4:21 min/km). Visto il mio risultato nella mezza maratona di qualche settimana fa, la cosa sembrava piu’ che fattibile. Il mio risultato finale pero’ e’ stato 45:41 (7:21min/mile – 4:34 min/km), oltre 2 minuti piu’ lento del goal che mi ero prestabilita.

Sabato mattina, sveglia alle 6:00. Alle 6:30 sono in metro e inizio a sorseggiare la mia bottiglia d’ acqua da 750ml con dentro un po’ di mango-orange energy Nuun e a mangiare la mia solita chocolate Powerbar. La metro va piu’ lenta del solito e arrivo a Central Park alle 7:10am. Corro un miglio, ritiro il pettorale, vado in bagno, corro un altro po’ (2.5 miglia di riscaldamento totale… Di solito ne corro 3 perche’ ci metto una vita a riscaldarmi, ma questo giro non ho fatto in tempo), faccio un po’ di stretching e alle 7:55 sono alla partenza. Il cielo e’ grigio, ma ancora niente pioggia. Le gambe sono fresche, lo stomaco e a posto, io mi sento tranquilla.

Alle 8:00 in punto si parte!

Mile 1 – Il primo miglio prevede una piccola salita, una piccola disce sae poi di nuovo una salita. La partenza e’ molto affollata e ci metto un bel po’ a trovare il mio ritmo. 7:05 (4:24 min/km). Cinque secondi di troppo ma, visto il marasma di gente alla partenza, c’era da aspettarselo e sono soddisfatta.

Mile 2 – tutto sali-scendi, ma non mi dispiace come tratto. Mi concentro in salita e mi lascio andare in discesa. Sento che sto faticando molto, ma e’ una gara di 10km, e’ normale sentire la fatica da subito. 6:59 (4:20). PERFETTO! Nella mia testa pero’, so che sto faticando molto e che sara’ difficile, se non impossibile, mantenere qel ritmo per altre 4.2 miglia.

Mile 3 – qui le cose iniziano a mettersi male. Ho il fiatone e lo stomaco in subbuglio. L’ umidita’ non e’ alle stelle ma c’e’ e io la sento. Ho un po’ di nausea e inizia a girarmi leggermente la testa. Dopo una salita piuttosto ripida, cerco di recuperare il piu’ possibile durante la lunga discesa, ma il ritmo non e’ veloce quanto vorrei. 7:16 (4:30). Non ci siamo proprio. 20 secondi di troppo al quinto kilometro sono troppi da recuperare e mi sento sempre peggio. Vorrei tanto poter smettere di correre ma, ovviamente, non posso. L’ allenamento prevede di gareggiare per 10km e devo terminare questi benedetti 10km.

Mile 4- la parte piu’ difficile. Questo tratto prevede la salita piu’ lunga e piu’ ripida dopo la quale pero’, a differenza delle altre salite, non mi aspetta una discesa ma un tratto in piano e poi un’ altra salita piu’ breve. Anche il nostro coach, Chris, mi aveva detto di non preoccuparmi e che questo sarebbe stato sicuramente il mio miglio piu’ lento. E’ il miglio piu’ lento fu: 7:34 (4:42). Si, 7:34 in una gara di 10km e’ triste, molto triste. Ma, a quel punto, la cosa non mi interessava nemmeno piu’ di tanto. Stavo talmente male con lo stomaco che la mia unica preoccupazione era quella di finire a quel punto.

Mile 5-mancano poco piu’ di due miglia e so che ormai quello che e’ fatto e’ fatto. La gara l’ ho “persa” e ormai c’e’ poco da fare. Invece di adagiarmi sugli allori e mollare del tutto pero’, cerco di salvare il salvabile. Le gambe si sentono ancora in piena forma e la testa non mi gira piu’. Lo stomaco pero’ sta sempre peggio e il fiatone aumenta. Dopo due brevi sali-scendi, c’e’ una lunga, bellissima discesa. Mi concentro sui sali-scendi e mi lascio andare in discesa. 7:19 (4:32). Nulla di spettacolare e sempre lento, ma almeno ci ho provato e comunque molto meglio di 7:34!

Mile 6/6.2-manca poco piu’ di un miglio ma so quello che mi aspetta: una salita, un po’ di piano, una discesa e poi il traguardo… in salita! Il traguardo per questa gara e’ lo stesso traguardo della maratona di New York e, siano i kilometri 10 o 42, l’ ultima cosa che vuoi fare verso la fine di una gara e’ scattare in salita. Dopo la prima salita, il fiatone e il battito cardiaco aumentano. Cerco di riprendermi durante la discesa e proprio li, a meno di mezzo miglio dall’ arrivo, le mie compagne di squadra, Caitlin e Cara, mi raggiungono. Mi dico: “dai Martina! Anche se ti senti uno schifo e non ce la fai proprio piu’, cerca di finire con loro. Spingi un po’ di piu’!” Ci provo. Dopo qualche secondo pero’, il battito cardiaco sale alle stelle e sento come se mi stessero prendendo a pugni in pancia. Non ho altre opzioni: devo rallentare. Vedo il traguardo in lontananza. Le gambe sono pronte per lo scatto finale, ma il mio stomaco mi dice di finire con calma. 7:26 (4:37).

Supero il traguardo e ci impiego all’ incirca 5 minuti per ricominciare a respirare normalmente. Un volontario si avvicina per chiedere se ho bisogno di assistenza medica. Rispondo di no, bevo un po’ d’ acqua e, dopo aver ritirato il mio zaino con il cambio, inizio il defaticamento. Inizia a piovere e improvvisamente fa un freddo bestiale, ma termino comunque le 2.5 di defaticamento che mi ero prestabilita.

E’ questa la gara che speravo di correre poco piu’ di tre settimane prima di Boston? No. Assolutamente no. Ma le giornate no capitano e la mia e’ capitata sabato scorso. Le mie gambe erano pronte per la sfida ma il mio stomaco aveva altri programmi e penso anche di aver capito il perche’. Solitamente, due-tre giorni prima di una gara, inizio al bere del succo di barbabietola, il quale sembrerebbe avere delle grandi proprieta’ benefiche. Durante la mezza maratona di qualche settimana fa non ho avuto problemi inizialmente ma, subito dopo la gara, ho iniziato ad avere un gran mal di pancia che e’ durato per giorni e mi ricordo che prima di iniziare la gara il mio stomaco non si sentisse proprio alla grande. Il fastidio che ho avuto sabato durante e dopo la gara era simile al fastidio avuto dopo la mezza. Visto che per il resto ho mangiato tutti alimenti che normalmente digerisco bene e che non mi hanno mai creato problemi in passato prima di una gara o una corsa lunga, il succo di barbabietola e’ l’ unica cosa che penso potrebbe aver creato questo disagio. Meglio averlo scoperto ora che prima della maratona di Boston! Posso solo sperare che questa sia l’ unica causa e che il mio stomaco se ne stia tranquillo durante la maratona.

Come al solito dopo una gara, e’ giunto il momento di analizzare i pro e i contro.

PRO:

  • Secondo il mio Garmin, ho corso 6.29 miglia ad un ritmo medio di 7:16 (4:30 min/mile). Prendendo in considerazione quello, o anche semplicemente prendendo in considerazione i risultati ufficiali (7:21 min/mile/4:34 min/km), posso considerare quella di sabato una pessima gara ma un buon allenamento. Ho comunque corso 10km ad un ritmo (per me) piuttosto veloce, il che e’ sicuramente qualcosa da non sottovalutare. No, non e’ il ritmo a cui dovrei essere capace di correre una gara di 10km al momento, ma e’ anche vero che ho trascorso mesi allenandomi nello specifico per una maratona, non per una gara di 10km.
  • Non ho mai mollato. I risultati sono quelli che sono, ma non mi sono mai detta: “ok, stai andando malissimo e stai soffrendo. Ritirati o quanto meno rallenta.” No. Ho cercato di salvare il salvabile date le circostanze e non ho mai perso la concentrazione.
  • Per tutti e 10 i kilometri ho corso piu’ veloce del ritmo che spero di riuscire a tenere durante la maratona. Lo so lo so: 10Km sono meno di un quarto di 42km ma ripeto, visto come mi stavo sentendo fisicamente in quel momento, e’ gia’ qualcosa.
  • Le gambe si sentivano bene, anzi, benissimo. Nonostante le settimane di allenamento che ho alle spalle e nonostante abbia gareggiato una mezza maratona meno di due settimane prima, le gambe erano in forma e non mi hanno creato alcun problema sabato. Visto che Boston e’ ormai alle porte, questa e’ davero un’ ottima notizia.

CONTRO:

  • 45:41 come risultato non equivale ad un tempone per Boston e sto cercando di non pensarci.
  • Anche senza i problemi di stomaco, non penso onestamente che sarei potuta scendere sotto i 44 minuti. Il mio tempo per la mezza maratona equivale ad un tempo di 43 minuti e qualcosa, ma mi conosco. Non sono portata per le distanze brevi. Le mie gambe hanno molta resistenza ma sono “lente” e onestamente, va bene cosi. Continuero’ a gareggiare distanze piu’ brevi della maratona e della mezza maratona ma, in cuor mio, so che non sono la mia specialita’ e che non potro’ mai aspettarmi grandi cose. Il che va benissimo visto che la maratona e’ comunque la mia distanza preferita.
  • 7:21 min/mile (4:34 min/km) e’ esattamente il ritmo che ho mantenuto durante la mia mezza maratona a marzo. Una mezza maratona e’ lunga piu’ del doppio di una gara di 10km e quindi la cosa e’ abbastanza deprimente.

Questo e’ quanto! Dovevo gareggiare 10km, ho gareggiato 10km. Non e’ andata come speravo, ma so che ho fatto del mio meglio. Mi sento in pace con me stessa e non vedo l’ ora di scoprire cosa saro’ capace di fare fra 11 giorni a Boston!

Daniela Scotland 10K

Gara andata male? Ridiamoci su!

 

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