Bye Bye Chicago Marathon 2015

Quanto avrei voluto che il titolo di questo post fosse stato allenamento 27 luglio – 2 agosto. Invece, quell’ allenamento non c’e’ mai stato. O meglio, e’ iniziato ma si e’ concluso con le peggiori delle notizie: frattura da stress al terzo metatarso del piede destro.

Tutto e’ iniziato sabato dopo la mia magnifica corsa lunga… Verso la fine della corsa, ho iniziato a sentire un fastidio al piede. A fine corsa, ho messo un po’ di ghiaccio e Voltaren, pensando fosse solo un’ infiammazione al tendine. Il giorno dopo, il fastidio si era gia’ affievolito. Lunedi, martedi e mercoledi ho corso (tutte corse facili in vista della mia gara di sabato). Nonostante il fastidio fosse sempre presente, l’ andatura non era compromessa e il tutto era sopportabilissimo… fino a giovedi mattina, quando il fastidio era diventato ormai dolore. Nel 2014 ebbi una frattura da stress alla tibia sinistra e ormai so distinguere un’ infiammazione da una frattura. Le fratture fanno molto piu’ male al risveglio e il dolore si affievolisce con l’ attivita’ fisica perche’ camminando/correndo, aumenta la circolazione del sangue nel corpo. I miei sospetti sono stati confermati quella sera stessa quando la dottoressa, dopo neppure cinque minuti di visita, aveva gia’ capito di cosa si trattava. Il verdetto: frattura da stress al terzo metatarso del piede destro e dalle quattro alle sei settimane ferma con tutore. Li per li, mi e’ crollato il mondo addosso. Dopo un bel pianto pero’, mi sono messa l’ animo in pace. E’ la seconda volta che mi fratturo qualcosa e ormai so come funzionano queste cose: non ci si puo’ far nulla. Con infiammazioni, tendiniti e strappi spesso si puo’ continuare a correre. Con le fratture da stress, bisogna stare fermi e aspettare che l’ osso si rimetta a posto. Punto. Non c’e’ alcuna formula magica. Quindi, per quanto rinunciare alla maratona di Chicago mi spezzi il cuore, non c’e’ nulla che io possa fare al momento.

Facendo il tifo per la mia squadra sabato scorso durante la gara alla quale avrei dovuto partecipare. Lo so, sembro RoboCop!

Facendo il tifo per la mia squadra sabato scorso durante la gara alla quale avrei dovuto partecipare. Lo so, sembro RoboCop!

CAUSA

Anche se non e’ facile determinare una vera e propria causa, penso che questa frattura sia dovuta al fatto che, dopo essermi slogata la caviglia sinistra lo scorso giugno e dopo aver avuto qualche fastidio al quadricipite femorale sinistro, la parte destra del mio corpo stava facendo la maggiro parte del lavoro, piede in primis. Ho fatto le analisi del sangue a maggio e i livelli di vitamina D e calcio sono a posto. Ho aumentato la mole di lavoro molto gradualmente e non sono mai andata piu’ veloce del dovuto, anzi! Grazie al caldo, sono andata semmai piu’ lenta di quanto avrei voluto. Sono stata costante per quanto riguarda la parte del potenziamento fisico (addominali, flessioni, esercizi per i glutei…). Onestamente, penso proprio si tratti di un affaticamento eccessivo della parte destra del corpo.

PIANO DI BATTAGLIA

Chi mi conosce, lo sa. Non mi piace piangermi addosso. Per qualsiasi problema o circostanza, mi piace avere un piano di battaglia pronto. La prima cosa che ho fatto dopo aver ricevuto il responso del medico e’ stato:

  • Comprare dei supplementi di calcio e vitamina D
  • Fare una ricerca sui cibi ricchi di vitamina D e calcio e andare a fare la spesa (parlero’ della mia nuova “dieta” in un prossimo post)
  • Creare un allenamento di nuoto che mi aiuti a rimanere in forma durante questo periodo di pausa dalla corsa. Fortunatamente nuoto e pallanuto sono stati gli unici sport che ho praticato con constanza fin dall’ eta’ dei quattro anni. Fino ai 20 anni e qualcosa, non mi potevi convincere a correre neanche con la forza. Il nuoto pero’ l’ ho sempre amato, quindi sono pronta a trasferirmi in piscina per le prossime settimane.
Pronta

Pronta per i miei 4km!

WHAT’S NEXT

Chicago purtroppo e’ fuori questione. La maratona e’ la mia distanza preferita, specialmente in autunno, quando l’ aria e’ piu’ fresca e il paesaggio e’ incantevole. Avevo quindi pensato di iscrivermi alla maratona di Philadelphia a fine novembre. Il problema e’ che avrei 12 settimane o poco meno per allenarmi e, nonostante so che questo mi permetterebbe di completare la distanza senza problemi, il mio scopo non e’ quello di “completare” la maratona ma di gareggiarla e dare il meglio di me. Non c’e’ nulla di male nell’ iscriversi ad una gara, maratona o altra distanza che sia, solo per il gusto di completarla. Per me pero’ e’ diverso: quando mi iscrivo ad una gara e’ perche’ voglio dare il meglio di me e ottenere un nuovo PB. So che 12 settimane non mi basterebbero per raggiungere questo scopo e che rischierei anzi di rifarmi male durante il processo. Ho deciso quindi di concentrarmi sufli allenamenti in velocita’ piuttosto che sulla resistenza, in modo tale costruire un’ ottima base per la maratona di Boston. Per quanto ci tenessi a Chicago, Boston e’ Boston. Mi sono allenata anima e corpo lo scorso inverno per qualificarmi e intendo arrivare ad aprile 2016 prontissima e in forma. Ci sono gia’ due gare alle quali mi sono iscritta questo autunno, compresa una gara di 15km a meta’ dicembre.

Come si suol dire: per aspera ad astra o, detta piu’ semplicemente, barcollo ma non mollo 😉

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